Il Dipartimento di economia è l'erede diretto di una
delle più antiche e prestigiose istituzioni italiane di studi economici,
il Laboratorio di Economia Politica, fondato nel 1893.
Esso fu promosso da
Salvatore Cognetti de Martiis (1844-1901), titolare della cattedra di
economia politica dell’Ateneo torinese dal 1878, considerato il più
rappresentativo esponente italiano del positivismo ottocentesco in
economia. Seguace del metodo sperimentale, predicò la convergenza fra
economia, diritto sociologia e storia e fu sostenitore dell’applicazione
del darwinismo allo studio della società e, nello stesso tempo, fu anche
un liberale riformatore sensibile alle ragioni dei lavoratori. Il
Laboratorio di Economia Politica - il nome "laboratorio" non è casuale
ma riflette l' indirizzo positivistico - fu costituito all’inizio
dell’anno accademico 1893-’94 come sede separata con ordinamento speciale
della sezione di economia politica dell’Istituto per le esercitazioni
giuridico-politiche della Facoltà di Giurisprudenza e successivamente fu
annesso al Reale Museo Industriale di Torino, complemento della Scuola
d’Applicazione per Ingegneri, istituzioni queste ultime poi fuse nel
1908 per dar luogo al Politecnico.
Secondo lo statuto, che
prevedeva che la direzione del Laboratorio spettasse al titolare della
cattedra di economia politica, direttore della nuova istituzione fu
nominato Cognetti. Il Laboratorio si insediò in via Po 18 nei locali del
Laboratorio di patologia generale di Giulio Bizzozzero, occupandone due
stanze alle quali se ne aggiunsero altre due del Laboratorio di Medicina
legale di Cesare Lombroso. Secondo il regolamento interno erano ammessi
come allievi del Laboratorio tutti gli studenti universitari e gli allievi
ingegneri del Museo Industriale, erano considerati soci residenti i
laureati e chi avesse voluto condurre ricerche al suo interno, soci
patroni i finanziatori e soci corrispondenti i non residenti. Grazie a
finanziamenti pubblici e privati, il Laboratorio poté fornirsi di una
biblioteca fornita soprattutto “di statistiche, di monografie,
d’inchieste, di resoconti, di documenti d’ogni genere che fanno sì che nel
Laboratorio si trovi la più ampia ed accurata raccolta di materiali che
esista in Italia per gli studiosi di ogni ramo delle scienze sociali”,
come scrisse Gaetano Mosca nel 1902: tale patrimonio si è costantemente
ampliato, se si esclude il difficile periodo degli anni trenta, fino ad
oggi.
Scopo del Laboratorio era,
come indica l’articolo 1 dello statuto, “promuovere ed agevolare lo
studio scientifico dei fenomeni della vita economica e delle questioni che
vi si riferiscono”, nello spirito positivista di Cognetti. Il motto
che egli scelse per il laboratorio fu il classico “Haec placet
experientia veri”. L’attività del Laboratorio era indicata nella
presentazione e discussione pubblica, in forma seminariale, delle ricerche
degli allievi e dei soci. Queste ricerche furono inizialmente soprattutto
di economia applicata, ed affrontarono le questioni del lavoro,
dell’emigrazione, dell’industria e della finanza locale: gran parte di
tali ricerche furono poi pubblicate su La Riforma Sociale, la
rivista fondata da Francesco Saverio Nitti e Luigi Roux nel 1894, pensata
sul modello dell'inglese Economic Journal - infatti il paese a cui
guarda il Laboratorio è principalmente l'Inghilterra, non la Germania la
cui scuola storica influenzava fortemente la cultura italiana -,
che si affiancò al Giornale degli Economisti a rappresentare il
meglio della cultura economico-sociale in Italia.
Allievi del Laboratorio
nel periodo di Cognetti e negli anni immediatamente successivi furono
giovani che si sarebbero poi affermati in ambiti anche diversi
dall'economia: tra gli altri, Luigi Albertini, poi direttore del
Corriere della Sera; Luigi Einaudi, Pasquale Jannaccone, Attilio
Cabiati (quest'ultimo poi professore all'università di Genova e alla
Bocconi, ma sempre fortemente legato al gruppo torinese), i tre economisti
di maggior importanza e fama sia in Italia che all'estero; e ancora
Giuseppe Prato (segretario del Laboratorio alla fondazione), Antonio
Graziadei, Riccardo Bachi, Masè Dari, Emanuele Sella, Gioele Solari (che
diventerà poi un celebre filosofo del diritto e politologo).
Nel 1901 Cognetti morì e
fu sostituito nella direzione del Laboratorio – chiamato dal nome del suo
fondatore Laboratorio di economia politica “S. Cognetti de’ Martiis” - da
Gaetano Mosca, professore di diritto costituzionale alla Facoltà di
Giurisprudenza dell’ateneo torinese e incaricato di economia politica
negli anni accademici 1901-‘02 e 1902-’03, in attesa di nominare il
successore di Cognetti sulla cattedra di economia politica. Questi fu
Achille Loria (1857-1943), uno degli economisti italiani più famosi
all’estero a cavallo fra i due secoli, per molti aspetti simile a Cognetti
ma più “teorico” del suo predecessore, che si trasferì da Padova a Torino
nel febbraio del 1903. Egli diresse il Laboratorio per quasi trent’anni,
dal 1903 al 1932, affiancato dal 1908 da Luigi Einaudi (1874-1961) come
vice-direttore, carica spettante al professore di economia e legislazione
industriale del Politecnico (che fu sempre Einaudi).
Sotto la loro direzione il
Laboratorio subì alcune trasformazioni giuridiche la più importante delle
quali, nel 1926, fu la separazione dal Politecnico: il Laboratorio divenne
così un seminario (poi istituto) universitario della facoltà di
Giurisprudenza, sciogliendo quella collaborazione di natura positivistica
voluta da Cognetti. Loria non ebbe molti allievi nel Laboratorio, ma uno
di essi fu studioso di grandissimo rilievo: Roberto Michels, sociologo ed
economista, assistente alla cattedra di economia dal 1902. Einaudi divenne
ben presto la figura preminente del Laboratorio, dettando la nuova
impronta culturale, di natura più neoclassica in economia e liberale
classica nella visione, che esso assunse, e legando maggiormente la
Riforma Sociale, di cui era divenuto direttore unico nel 1908, al
Laboratorio stesso. Di Einaudi furono la maggior parte degli allievi del
Laboratorio: Attilio Garino Canina, Gino Borgatta, Francesco Antonio
Repaci, Mauro Fasiani, Renzo Fubini, Gustavo Del Vecchio, Ernesto Rossi,
Piero Sraffa, che si laureò con Einaudi nel 1920; mentre Vittorio Porri e
Giuseppe Demaria furono allievi di Prato.
Nel 1932 direttore del
Laboratorio divenne il nuovo professore di economia politica della facoltà
di Giurisprudenza, Pasquale Jannaccone (1872-1959), con vice-direttore
ancora Einaudi. Egli lo resse negli anni più bui del fascismo: in quel
periodo quella fucina di valori liberali e democratici che erano il
Laboratorio e la Riforma Sociale sopravvissero con qualche
difficoltà. La Riforma Sociale fu soppressa dalle autorità fasciste
nel 1935 - ma immediatamente sostituita dalla Rivista di Storia
Economica fondata da Einaudi, che, con la Critica di Croce, fu
"uno dei pochi porti franchi della cultura non asservita" (Bobbio)
-; il Laboratorio fu costretto a ridurre le sue attività, e la biblioteca
non fu ampliata. Jannaccone mantenne l'incarico di direttore del
Laboratorio fino al 1944, per cederlo l'anno seguente al suo allievo e
nuovo professore di economia politica Valentino Dominedò.
Nel dopoguerra il
Laboratorio, che nel 1988 si è trasformato formalmente in Dipartimento di
Economia, ha annoverato tra i suoi membri economisti illustri quali Siro
Lombardini, Francesco Forte, Claudio Napoleoni e Franco Momigliano, grazie
ai quali esso è progressivamente tornato ad essere considerato un
importante centro di ricerca economica.
Elenco
dei direttori dalla fondazione ad oggi:
- 1833-1899 Prof. Salvatore Cognetti
De Martiis
- 1900-1904 Prof. Gaetano Mosca
- 1905-1931 Prof. Achille Loria
- 1932-1943 Sen. Prof. Pasquale Iannaccone
- 1944-1948 Prof.
Valentino Dominedò
- 1949-1963 Prof. Francesco Antonio Repaci
- 1964-1966 Prof. Emilio ZACCAGNINI
- 1967-1971 Consiglio Direttivo: Proff. Terenzio COZZI, Danila CREMONA
DELLA CASA, Francesco FORTE, Siro LOMBARDINI, Claudio NAPOLEONI,
Gianni ZANDANO e Emilio ZACCAGNINI
- 1972-1980 Prof. Francesco FORTE
- 1981-1985 Prof. Attilio GABOARDI
- 1986-1989 Prof. Vittorio VALLI
- 1990-1994 Prof. Mario REY
- 1995-2001 Prof. Ugo COLOMBINO
- 2001-2004 Prof. walter SANTAGATA
- 2004 ad oggi Prof. Cristiano ANTONELLI