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Department of Economics "S. Cognetti de Martiis"

 

Cenni storici

 

 

Department of Economics
"S. Cognetti de Mariis"
Via Po, 53 - I-10124 Torino

Tel: +39 011 670 27 04
Fax : +39 011 670 27 62


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Il Dipartimento di economia è l'erede diretto di una delle più antiche e prestigiose istituzioni italiane di studi economici, il Laboratorio di Economia Politica, fondato nel 1893.

Esso fu promosso da Salvatore Cognetti de Martiis (1844-1901), titolare della cattedra di economia politica dell’Ateneo torinese dal 1878, considerato il più rappresentativo esponente italiano del positivismo ottocentesco in economia. Seguace del metodo sperimentale, predicò la convergenza fra economia, diritto sociologia e storia e fu sostenitore dell’applicazione del darwinismo allo studio della società e, nello stesso tempo, fu anche un liberale riformatore sensibile alle ragioni dei lavoratori.  Il Laboratorio di Economia Politica - il nome "laboratorio" non è casuale ma riflette l' indirizzo positivistico - fu costituito all’inizio dell’anno accademico 1893-’94 come sede separata con ordinamento speciale della sezione di economia politica dell’Istituto per le esercitazioni giuridico-politiche della Facoltà di Giurisprudenza e successivamente fu annesso al Reale Museo Industriale di Torino, complemento della Scuola d’Applicazione per Ingegneri,   istituzioni queste ultime poi fuse nel 1908 per dar luogo al Politecnico.

Secondo lo statuto, che prevedeva che la direzione del Laboratorio spettasse al titolare della cattedra di economia politica, direttore della nuova istituzione fu nominato Cognetti. Il Laboratorio si insediò in via Po 18 nei locali del Laboratorio di patologia generale di Giulio Bizzozzero, occupandone due stanze alle quali se ne aggiunsero altre due del Laboratorio di Medicina legale di Cesare Lombroso. Secondo il regolamento interno erano ammessi come allievi del Laboratorio tutti gli studenti universitari e gli allievi ingegneri del Museo Industriale, erano considerati soci residenti i laureati e chi avesse voluto condurre ricerche al suo interno, soci patroni i finanziatori e soci corrispondenti i non residenti. Grazie a finanziamenti pubblici e privati, il Laboratorio poté fornirsi di una biblioteca fornita soprattutto “di statistiche, di monografie, d’inchieste, di resoconti, di documenti d’ogni genere che fanno sì che nel Laboratorio si trovi la più ampia ed accurata raccolta di materiali che esista in Italia per gli studiosi di ogni ramo delle scienze sociali”, come scrisse Gaetano Mosca nel 1902: tale patrimonio si è costantemente ampliato, se si esclude il difficile periodo degli anni trenta, fino ad oggi.

Scopo del Laboratorio era, come indica l’articolo 1 dello statuto, “promuovere ed agevolare lo studio scientifico dei fenomeni della vita economica e delle questioni che vi si riferiscono”, nello spirito positivista di Cognetti. Il motto che egli scelse per il laboratorio fu il classico “Haec placet experientia veri”. L’attività del Laboratorio era indicata nella presentazione e discussione pubblica, in forma seminariale, delle ricerche degli allievi e dei soci.  Queste ricerche furono inizialmente soprattutto di economia applicata, ed affrontarono le questioni del lavoro, dell’emigrazione, dell’industria e della finanza locale: gran parte di tali ricerche furono poi pubblicate su La Riforma Sociale, la rivista fondata da Francesco Saverio Nitti e Luigi Roux nel 1894, pensata sul modello dell'inglese Economic Journal - infatti il paese a cui guarda il Laboratorio è principalmente l'Inghilterra, non la Germania la cui scuola storica influenzava fortemente la cultura italiana -, che si affiancò al Giornale degli Economisti a rappresentare il meglio della cultura economico-sociale in Italia.

Allievi del Laboratorio nel periodo di Cognetti e negli anni immediatamente successivi furono giovani che si sarebbero poi affermati in ambiti anche diversi dall'economia: tra gli altri, Luigi Albertini, poi direttore del Corriere della Sera; Luigi Einaudi, Pasquale Jannaccone, Attilio Cabiati (quest'ultimo poi professore all'università di Genova e alla Bocconi, ma sempre fortemente legato al gruppo torinese), i tre economisti di maggior importanza e fama sia in Italia che all'estero; e ancora Giuseppe Prato (segretario del Laboratorio alla fondazione), Antonio Graziadei, Riccardo Bachi, Masè Dari, Emanuele Sella, Gioele Solari (che diventerà poi un celebre filosofo del diritto e politologo).

Nel 1901 Cognetti morì e fu sostituito nella direzione del Laboratorio – chiamato dal nome del suo fondatore Laboratorio di economia politica “S. Cognetti de’ Martiis” - da Gaetano Mosca, professore di diritto costituzionale alla Facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo torinese e incaricato di economia politica negli anni accademici 1901-‘02 e 1902-’03, in attesa di nominare il successore di Cognetti sulla cattedra di economia politica. Questi fu Achille Loria (1857-1943), uno degli economisti italiani più famosi all’estero a cavallo fra i due secoli, per molti aspetti simile a Cognetti ma più “teorico” del suo predecessore, che si trasferì da Padova a Torino nel febbraio del 1903. Egli diresse il Laboratorio per quasi trent’anni, dal 1903 al 1932, affiancato dal 1908 da Luigi Einaudi (1874-1961) come vice-direttore, carica spettante al professore di economia e legislazione industriale del Politecnico (che fu sempre Einaudi). 

Sotto la loro direzione il Laboratorio subì alcune trasformazioni giuridiche la più importante delle quali, nel 1926, fu la separazione dal Politecnico: il Laboratorio divenne così un seminario (poi istituto) universitario della facoltà di Giurisprudenza, sciogliendo quella collaborazione di natura positivistica voluta da Cognetti. Loria non ebbe molti allievi nel Laboratorio, ma uno di essi fu studioso di grandissimo rilievo: Roberto Michels, sociologo ed economista, assistente alla cattedra di economia dal 1902. Einaudi divenne ben presto la figura preminente del Laboratorio, dettando la nuova impronta culturale, di natura più neoclassica in economia e liberale classica nella visione, che esso assunse, e legando maggiormente la Riforma Sociale, di cui era divenuto direttore unico nel 1908, al Laboratorio stesso. Di Einaudi furono la maggior parte degli allievi del Laboratorio: Attilio Garino Canina, Gino Borgatta, Francesco Antonio Repaci, Mauro Fasiani, Renzo Fubini, Gustavo Del Vecchio, Ernesto Rossi, Piero Sraffa, che si laureò con Einaudi nel 1920;  mentre Vittorio Porri e Giuseppe Demaria furono allievi di Prato.

Nel 1932 direttore del Laboratorio divenne il nuovo professore di economia politica della facoltà di Giurisprudenza, Pasquale Jannaccone (1872-1959), con vice-direttore ancora Einaudi. Egli lo resse negli anni più bui del fascismo: in quel periodo quella fucina di valori liberali e democratici che erano il Laboratorio e la Riforma Sociale sopravvissero con qualche difficoltà. La Riforma Sociale fu soppressa dalle autorità fasciste nel 1935 - ma immediatamente sostituita dalla Rivista di Storia Economica fondata da Einaudi, che, con la Critica di Croce, fu "uno dei pochi porti franchi della cultura non asservita" (Bobbio) -; il Laboratorio fu costretto a ridurre le sue attività, e la biblioteca non fu ampliata. Jannaccone mantenne l'incarico di direttore del Laboratorio fino al 1944, per cederlo l'anno seguente al suo allievo e nuovo professore di economia politica Valentino Dominedò.

Nel dopoguerra il Laboratorio, che nel 1988 si è trasformato formalmente in Dipartimento di Economia, ha annoverato tra i suoi membri economisti illustri quali Siro Lombardini, Francesco Forte, Claudio Napoleoni e Franco Momigliano, grazie ai quali esso è progressivamente tornato ad essere considerato un importante centro di ricerca economica.

 

Elenco dei direttori dalla fondazione ad oggi:

  • 1833-1899 Prof. Salvatore Cognetti De Martiis
  • 1900-1904 Prof. Gaetano Mosca
  • 1905-1931 Prof. Achille Loria
  • 1932-1943 Sen. Prof. Pasquale Iannaccone
  • 1944-1948 Prof. Valentino Dominedò
  • 1949-1963 Prof. Francesco Antonio Repaci
  • 1964-1966 Prof. Emilio ZACCAGNINI
  • 1967-1971 Consiglio Direttivo: Proff. Terenzio COZZI, Danila CREMONA DELLA CASA, Francesco FORTE, Siro LOMBARDINI, Claudio NAPOLEONI, Gianni ZANDANO e Emilio ZACCAGNINI
  • 1972-1980 Prof. Francesco FORTE
  • 1981-1985 Prof. Attilio GABOARDI
  • 1986-1989 Prof. Vittorio VALLI
  • 1990-1994 Prof. Mario REY
  • 1995-2001 Prof. Ugo COLOMBINO
  • 2001-2004 Prof. walter SANTAGATA
  • 2004 ad oggi Prof. Cristiano ANTONELLI